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È scattato il 17 febbraio l’obbligo di legge per il Digital service act, regolamento europeo pubblicato per la prima volta lo scorso 25 agosto. 

In quella data, infatti, le regole dell’Unione Europea sui servizi digitali erano inderogabili esclusivamente per 19 grandi piattaforme del settore, che hanno dovuto adeguare le loro modalità ed i loro strumenti di lavoro alla richiesta dell’UE. Da quest’anno, invece, tutti i fornitori di cloud e di hosting, motori di ricerca, e-commerce e servizi online e gli intermediari in rete dovranno rispondere a queste norme

L’obiettivo del Dsa è fornire più trasparenza su algoritmi e pubblicità, di contrastare il dilagare della violenza e della disinformazione online, di tutelare la privacy dei minori e di migliorare la moderazione dei contenuti. Il testo del regolamento è suddiviso in capitoli, i più importanti dei quali sono: 
– capitolo 2, sull’esenzione dalla responsabilità degli intermediari; 
– capitolo 3, sugli obblighi degli intermediari; 
– capitolo 4, sul quadro di cooperazione ed esecuzione tra la Commissione e le autorità nazionali. 

Questa stretta sulla profilazione online passa anche attraverso specifiche norme di legge, qui le più rilevanti: 
– obbligo di fornire ai ricercatori l’accesso ai dati ed obbligo di trasparenza dei sistemi di suggerimento e di pubblicità mirata (art. 15, 26, 37, 30 e 40); 
– obbligo di informare l’utente della decisione della piattaforma di attuare la moderazione del contenuto, motivandola e permettendone la contestazione (art. 17); 
– obbligo di fornire l’opzione all’utente di non ricevere suggerimenti basati sulla profilazione (art. 27); 
– obbligo di chiarezza e rispetto dei diritti fondamentali nei termini di servizio (art. 14). 

Se l’erogatore del servizio o un motore di ricerca ha più di 45 milioni di utenti (10% della popolazione europea), rientra in un’attività di dimensioni molto grandi e dispone di 4 mesi di tempo per conformarsi agli obblighi del Digital service act. Sono invece esenti dall’obbligo di legge del Dsa solo le aziende sotto i 50 dipendenti e con meno di 10 milioni di euro di fatturato annuo. 

Le contravvenzioni in caso di mancato rispetto dell’obbligo di legge? 
– Ammende fino al 6% del fatturato annuale mondiale in caso di violazione degli obblighi in materia di DSA, di mancato rispetto dei provvedimenti provvisori e di violazione degli impegni; 
– Sanzioni periodiche fino al 5% del fatturato medio giornaliero per ogni giorno di ritardo nell’osservanza di misure correttive e/o provvisorie; 
– Sospensione temporanea del servizio in caso di infrazione persistente o di gravi danni agli utenti con minaccia per la vita o la sicurezza delle persone. 

Scarica qui e consulta in testo integrale del Digital service act per non farti trovare impreparato! 

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