IL TESORO DELLE PAROLE MAGICHE

Un progetto editoriale in cui l’intelligenza artificiale diventa strumento creativo per dare forma a un immaginario delicato, educativo e accessibile. 

Per il libro Il tesoro delle parole magiche di Roberta Roncone abbiamo curato la realizzazione dell’apparato grafico e visivo attraverso un processo creativo sviluppato con strumenti di intelligenza artificiale generativa. 

Un progetto in cui tecnologia, sensibilità e direzione creativa si sono incontrate per costruire un immaginario illustrato capace di accompagnare bambine, bambini e adulti in un percorso narrativo dedicato a temi importanti: il corpo, il consenso, le emozioni, il rispetto e il diritto di dire no. 

In questo scenario, la componente visiva aveva un ruolo centrale: non doveva solo illustrare la storia, ma contribuire a creare un ambiente sicuro, accogliente e coerente con il tono educativo del libro. 

Sfida

La sfida principale era costruire un immaginario visivo capace di trattare argomenti sensibili senza appesantirli, banalizzarli o renderli spaventosi. 

Le immagini dovevano essere: 

  • delicate, per rispettare la natura del tema;  
  • accessibili, per parlare anche ai bambini più piccoli;  
  • coerenti, per accompagnare tutto il percorso narrativo;  
  • evocative, per sostenere la dimensione magica del racconto;  
  • chiare, per aiutare adulti e bambini a entrare nel contenuto con naturalezza.  

A questo si aggiungeva una seconda sfida: utilizzare l’AI generativa non come semplice strumento di produzione, ma come parte di un processo creativo guidato da sensibilità, controllo e intenzione progettuale. 

Soluzione

Abbiamo sviluppato l’intero apparato grafico del libro attraverso un percorso di generazione, selezione e direzione creativa basato sull’intelligenza artificiale. 

Il lavoro non si è limitato alla produzione delle immagini, ma ha previsto una regia precisa su stile, atmosfera, coerenza narrativa e resa visiva. 

Ogni output è stato costruito a partire da un lavoro di interpretazione del testo e dei suoi obiettivi educativi, trasformando parole, scene e concetti in immagini capaci di sostenere il racconto senza sovrastarlo. 

L’AI è stata utilizzata come strumento creativo, ma la direzione e la finalizzazione delle immagini è rimasta umana: nella scelta del linguaggio visivo, nella costruzione dei prompt, nella selezione delle soluzioni più adatte e nella verifica della coerenza complessiva. 

Il risultato è un sistema illustrativo capace di mantenere equilibrio tra magia e delicatezza, immaginazione e responsabilità, innovazione tecnologica e attenzione al contenuto. 

Output

Per il progetto abbiamo realizzato: 

  • sviluppo dell’immaginario visivo del libro;  
  • generazione delle grafiche attraverso strumenti di AI;  
  • definizione dello stile illustrativo;  
  • direzione creativa degli output visivi;  
  • selezione e coerenza delle immagini;  
  • adattamento dell’apparato grafico al tono educativo del racconto;  
  • supporto alla costruzione di un’esperienza editoriale più coinvolgente e accessibile.  

Valore Generato

Il progetto ha permesso di dare forma visiva a un racconto delicato e necessario, rendendo più immediato, coinvolgente e accogliente il dialogo tra bambini e adulti. 

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale ha aperto nuove possibilità creative, ma il valore del progetto nasce dal modo in cui la tecnologia è stata governata: con metodo, sensibilità e attenzione al significato. 

Per Atomica, questa case history racconta un approccio preciso all’AI: non sostituire la creatività, ma amplificarla. Non generare immagini in modo automatico, ma costruire un sistema visivo coerente con una storia, un pubblico e un obiettivo educativo. 

Perché anche quando la tecnologia accelera il processo, ciò che fa davvero la differenza resta la capacità umana di scegliere, interpretare e dare direzione.